
Lazio, tre reti diverse accomunate dall’istinto: Noslin sta imparando ad attaccare l’area
Rassegna stampa
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Ci sta prendendo gusto e non vuole più fermarsi.
Cambia il contesto, non il risultato. E soprattutto non cambia il modo: ancora di testa, per la terza volta consecutiva. L’olandese si sta scoprendo specialista di una soluzione che fino a poche settimane fa non rappresentava certo il suo marchio di fabbrica. Tre reti diverse tra loro, accomunate però dall’istinto con cui Tijjani, evidenzia il Corriere dello Sport, sta imparando ad attaccare l’area.
Contro la Juve Stabia Gattuso lo ha schierato da seconda punta alle spalle di Pinamonti. Noslin ha risposto sfruttando il cross dalla destra di Farcomeni e trovando la porta con un’incornata. Un gol più tradizionale rispetto a quello segnato al Milan, quando si era avventato sul pallone servito dalla sinistra da Taylor e, dopo una serie di rimpalli, De Winter nel tentativo di anticiparlo glielo aveva praticamente calciato sulla testa. Al Penzo contro il Venezia era invece arrivato un gesto da centravanti vero: cross di Tavares e movimento in anticipo per battere Stankovic. Tre modi differenti di usare la testa. Tre segnali consecutivi inviati a Gattuso.
Il tecnico, conclude il quotidiano, lo considerava l’alternativa principale a Pinamonti come centravanti, una gerarchia determinata inizialmente anche dalla composizione della rosa dopo le partenze estive di Dia e Ratkov. Noslin, però, sta trasformando un’esigenza in una possibilità concreta. Rino ne apprezza dinamismo e capacità di attaccare la profondità e nelle ultime due giornate di campionato lo ha preferito dall’inizio proprio a Pinamonti.
La particolarità è che l’olandese non deve necessariamente vincere il ballottaggio con l’ex Sassuolo per trovare spazio. Può giocare praticamente ovunque in attacco. In estate era stato utilizzato anche largo a destra, può muoversi sulla fascia opposta come alternativa a Zaccagni e contro la Juve Stabia è stato riproposto alle spalle della prima punta. Una duttilità preziosa soprattutto adesso, con Cancellieri non al meglio e Gudmundsson fermo ai box. Ogni emergenza offensiva può trasformarsi in una nuova occasione per lui.


