Torino-Lazio, il derby della protesta: Cairo e Lotito in piena bufera

Torino-Lazio, il derby della protesta: Cairo e Lotito in piena bufera

Rassegna stampa

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Nel pomeriggio di domenica 1 marzo si giocherà Torino-Lazio.

Sul campo non stanno raccogliendo quanto speravano e i tifosi sono ai ferri corti con le società e stanno portando avanti proteste per chiedere ai rispettivi presidenti di fare le valigie. Mentre il tifo biancoceleste porta avanti uno sciopero a oltranza e non entra allo stadio da settimane, quello granata ha pensato di organizzare un torneo di calcetto in contemporanea alla partita, per passare la giornata attorno a un campo, ma non quello dove giocano i loro beniamini.

Attorno al campo, lo stadio sarà caratterizzato da un surreale silenzio. I tifosi della Lazio hanno le trasferte vietate fino a fine stagione (o nuovo ordine) a causa di tafferugli avvenuti prima e dopo la trasferta di Lecce, mentre quelli del Torino resteranno volontariamente fuori dai cancelli.

La temporalità dei mandati di Lotito e Cairo è notevole: si tratta delle due presidenze più longeve in A. Lotito è in carica dal 19 luglio 2004, quando acquistò il 26,969% del capitale sociale, salvando la società dal fallimento dopo il crac del gruppo Cragnotti. Il presidente rivendica la conquista di sei trofei: tre coppe Italia, quelle del 2009, 2013 e 2019; e altrettante supercoppe di Lega, nel 2009, 2017 e 2019. In campo internazionale, la Lazio ha partecipato a tre edizioni di Champions League sotto di lui, a dodici di Europa League e a una di Conference. Nei ventidue anni di reggenza, sono stati rimessi a posto i conti, ma la ragioneria non è bastato per fare breccia nel cuore del popolo biancoceleste.

Lotito e Cairo, che dal 2005 non ha vinto nulla, sono invitati a togliere il disturbo. Il primo, però, non ha alcuna intenzione di mollare, come continua a ripetere. Il secondo, invece, si è detto pronto a valutare eventuali offerte, ma nessuno si è fatto sotto. Quanto sostiene Cairo è credibile, dal momento che il prodotto Serie A non sembra esattamente così appetibile.