
Flaminio-Lazio: dialogo con la Soprintendenza sulle criticità. Le ipotesi sulla pensilina
Progetto stadio
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Si avvicina il 9 luglio, data entro cui la Lazio deve consegnare tutta la documentazione ai 39 componenti la Conferenza Servizi Preliminare (CSP).
Il presidente della Lazio, con tutto lo staff che lavora alla riqualificazione dell’opera di Nervi, la scorsa settimana ha avuto un confronto con la Soprintendenza. Colloquio per valutare se le criticità espresse da San Michele fossero superabili o rendessero il progetto dell’architetto Marco Casamonti, irrealizzabile.
Ad esito di questa chiacchierata in casa Lazio sono meno preoccupati. I temi sul tavolo restano due. In primis, la forma e la struttura del secondo anello che di fatto, farebbe sparire la curva sommitale dello stadio Flaminio. In secondo luogo, la Soprintendenza ha fatto notare come la pensilina, per la sua unicità, di fatto debba restare al suo posto.
Partendo dal secondo anello, lo studio Archea è già al lavoro per trovare una soluzione e rendere più visibile l’attuale unico anello. Tra i due mega-settori infatti è già prevista una finestra di visibilità, il professor Casamonti e il suo staff, stanno lavorando alacremente per dare più luce al catino, ricordiamo inaugurato nel lontano 19 marzo 1959. Tra i rilevi mossi, anche quello relativo all’altezza del potenziale futuro impianto. Altezza che andrebbe ad impattare sia sulla colina dei Parioli, sia su viale Tiziano.
Non potendo scavare, Casamonti per realizzare il secondo anello ha dovuto lavorare in verticale. Ma si fa altresì notare come le torri faro che ora insistono sul Flaminio, sono comunque più elevate rispetto a quello che sarebbe il secondo anello.
Pensilina: le soluzioni al vaglio della Lazio
La pensilina attuale, al momento, è l’unica forma di copertura esistente sugli spalti del Flaminio. Per la Soprintendenza trattasi di manufatto da salvaguardare. Il problema è che nel progetto di Casamonti, la pensilina di fatto sparirebbe. Infatti, anche nel settore omologo alla Tribuna Monte Mario dell’Olimpico, il nuovo Flaminio prevede un secondo anello che, in continuità con il resto dell’impianto, farebbe sparire la pensilina.
La pensilina in ferro cemento, però, secondo gli addetti ai lavori, attualmente non rispetterebbe la verifica sismica. Ovvero, in uno stadio, anche da 40.000 persone, la tettoia di Nervi non sarebbe a norma. Su questo tema sarebbe nato un confronto. La prima ipotesi porterebbe alla distruzione dell’attuale pensilina, la stessa verrebbe ricostruita con materiali moderni, acciaio o fibra di carbonio.
Se prevalesse questa soluzione però, si presenterebbe un altro scoglio. Mantenere la pensilina nella forma e nella posizione attuale, comporterebbe la modifica al secondo anello, così come pensato da Casamonti. In sostanza, andrebbe progettata una copertura sfalsata che non coprirebbe la pensilina stessa. Così facendo, di fatto, il secondo anello sopra la pensilina non esisterebbe più, con due conseguenze.
La prima comporterebbe una perdita di capienza, stimabile tra i 5000 e i 7000 posti. In secondo luogo, l’abbassamento della copertura, in corrispondenza della pensilina, potrebbe creare problemi di acustica. Avremmo infatti una copertura senza continuità. In tal senso, doveroso usare il condizionale, a pagare dazio sarebbero i residenti di Via del Vignola, via Cesare Fracassini e dintorni.
La seconda strada da percorrere, difficilmente digeribile per la Soprintendenza, potrebbe essere quella della rimozione della pensilina. La stessa, divisa in diversi segmenti, potrebbe essere conservata in loco. O in un’area apposita del futuro Flaminio, diversamente anche nella stazione metro che dovrebbe sorgere in piazza Apollodoro.
lo ripetiamo, i lavori sono in corso e il professor Casamonti resta convinto della bontà della sua proposta architettonica. In ogni caso, giova ricordare come i tempi siano ancori lunghissimi e che il destino del Flaminio è appeso a tanti fattori. Per la fumata bianca, come accaduto per Pietralata, tra i tanti step, tra gli altri, mancano ancora due dichiarazioni di pubblico interesse (dopo la CSP e dopo la presentazione del PFTE, ndr), oltre ovviamente alla Conferenza Servizi Decisoria, la Convenzione Lazio-Campidoglio e la mrssa al bando del progetto. Laziofamily.it


