
Lazio, il sogno di un nuovo stadio con la realtà del solito Lotito
Progetto stadio
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Lotito non lascia, raddoppia: «Finché sarò il presidente la società non sarà in vendita.
Il progetto Flaminio da 480 milioni è un progetto rivoluzionario per il concept di “due stadi in uno”, quello esistente di Nervi e quello nuovo sovrapposto, ma è stato presentato nella stagione dell’Olimpico spopolato. Da parte di Lotito era auspicabile l’annuncio di un’azione tesa al riavvicinamento alla gente. Piani immediati, non solo futuri. «La Lazio è di chi la ama… stiamo lavorando per renderla immortale», una delle frasi più a effetto. Il presidente ha rimandato tutti a fine marzo, quando presenterà il piano “Lazio 2032”. Il Flaminio lo ha presentato come «una visione». Ha parlato di «rifunzionalizzazione» che «non riguarda soltanto la Lazio, riguarda Roma, la sua storia urbanistica…». Lotito, con lo stadio, punta a centrare una patrimonializzazione da oltre un miliardo. Ha svelato qual è la newco (new company), serve a gestire la costruzione dell’impianto, è Lazio Marketing: «Nel 2027 recupererò 30 milioni di cassa – ha spiegato Lotito – che spendo per pagare i debiti pregressi. Lazio Marketing, posseduta al 100% dalla Lazio, produce dal 2006 15-18 milioni. Se carico 480 milioni alla Lazio creo un problema. Niente scatole cinesi». Il presidente s’è detto pronto «al confronto. Siamo pronti ad ascoltare». E’ l’unico riferimento alla contestazione: «Possiamo discutere, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo: lasciare alla Lazio e alla città qualcosa di duraturo».
Lazio 2032, come spiegato da Lotito, «sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi… Lo stadio non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile…». E ancora «Lazio 2032 sarà illustrata insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss», si tratta di «un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva». Lotito non ha risposto alla domanda legata al modo in cui sarà coinvolta Deloitte, è stato il responsabile della strategia ed organizzazione della comunicazione, Emanuele Floridi, a intervenire al posto del presidente: «Deloitte insieme alla Luiss ci aiuterà a costruire il piano strategico. Dimostreremo a tutto il calcio come in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari». Dunque non c’è l’intenzione di aprire all’ingresso di fondi o azionisti. Tra i piani c’è lo sbarco al Nasdaq. Lazio 2032 si inserisce nel piano per gli Europei 2032: «La Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché il Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi», ha detto Lotito. Ma il progetto è alla fase di presentazione, non di approvazione. La scadenza delle candidature è luglio 2026. Lotito si è definito «gestore di un patrimonio di sentimenti da tramandare. Io non ho mai chiesto aumenti di capitale ai tifosi. Non chiedo aiuto esterno, solo il rispetto del ruolo e di quello che uno fa». E’ lo stesso Lotito che si batte contro l’azionariato popolare. Il Lotito più chiuso. Il vecchio Lotito. Corriere dello Sport


