
Indagine Lazio, “Giù le mani dalla protesta: legittima, pacifica ed autofinanziata”: il tifo organizzato non ci sta
Rassegna stampa
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La contestazione dei tifosi della Lazio entra in una nuova fase.
Nel comunicato viene rivendicata anche l’autonomia economica delle iniziative. “Non abbiamo mai preso soldi da nessuna cordata o banca, le nostre manifestazioni sono sempre state autofinanziate”, spiegano i gruppi, ricordando la vendita di birra e magliette e il sistema utilizzato per sostenere le spese delle proteste.
La Curva sottolinea inoltre di aver sempre cercato modalità pacifiche per manifestare il proprio dissenso. Vengono richiamate le iniziative fuori dall’Olimpico, le restrizioni organizzative adottate e la scelta di non impedire ad altri sostenitori di entrare allo stadio. Una linea che, nelle intenzioni del tifo organizzato, dovrebbe separare con chiarezza la contestazione da qualsiasi comportamento illecito.
Il rapporto con la squadra resta invece distinto da quello con la società. I tifosi continuano a seguire i giocatori in trasferta, riempiendo i settori ospiti e mostrando vicinanza a Gattuso e al gruppo. Bologna, Udine e Venezia hanno registrato il tutto esaurito nel settore biancoceleste, nonostante il boicottaggio delle gare casalinghe.
Il punto centrale resta quindi lo stesso: protesta contro la gestione societaria, sostegno pieno alla squadra. La Curva Nord chiede che questa distinzione venga riconosciuta e che le indagini chiariscano i fatti senza trasformare automaticamente il dissenso in qualcosa di diverso. Sullo sfondo, però, la frattura con Lotito rimane profonda e il ritorno stabile all’Olimpico appare ancora lontano.
La tensione resta alta, ma il tifo organizzato ribadisce di voler continuare sulla stessa strada: contestare la proprietà senza abbandonare mai la Lazio sul campo sportivo. Il Corriere dello Sport.


