Lazio, Belahyane instancabile: non è più una sorpresa, ma una certezza per Gattuso

Lazio, Belahyane instancabile: non è più una sorpresa, ma una certezza per Gattuso

Rassegna stampa

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Rigiocherà col Sassuolo, lode speciale del tecnico.

Il Ringhio di Rino si chiama Reda, confermato in regia.

«Mi somiglia un po’ per come intercetta il pallone, anche se io ero meno bello e lui più elegante». Ghirlanda in testa per Belahyane. Il paragone è servito a Gattuso per elogiare ed esaltare le sue prestazioni. Gioca e rigioca, anche stasera a Reggio Emilia. Come lo fa, soprattutto: il marocchino copre i compagni e non si nasconde, ha alzato il tiro delle prestazioni e delle aspettative. Non è più una sorpresa, ma una certezza di questa Lazio che vola. Il tecnico, riporta il Corriere dello Sport, riflette sulle scelte del turno infrasettimanale, non dovrebbe toccare la casella in regia. C’è voluta l’emergenza nel reparto per far svoltare la sua esperienza in biancoceleste. Adesso è maldisposto a lasciare il posto. Un altro calciatore rispetto a quello della passata stagione, un’altra fiducia ricevuta dalla panchina. Belahyane stasera supererà lo spazio trovato nell’intera annata con Sarri al comando, quando erano stati 612 i minuti complessivi tra Serie A e Coppa Italia. Ora è già a quota 604.

Soltanto 5 partite da titolare con l’ex allenatore, un dato superato sabato all’8ª giornata (6 le gare attuali dall’inizio). È stata la sua 50ª presenza in Serie A. Tutta un’altra considerazione da parte di Gattuso, ha fatto la differenza il tipo di gioco proposto e la necessità di trovare una soluzione immediata come vertice basso del terzetto in mediana. Belahyane è diventato uno specialista, proprio lui che non veniva ritenuto in grado di ricoprire quel ruolo ed era stato adattato a fare la mezzala. Ha tirato fuori un’altra prova convincente, lo dicono i numeri della sfida con il Parma: 80 passaggi riusciti (solo Tavares ne ha sommati di più, 82), di cui 48 in avanti e 27 nell’ultimo terzo di campo. In più, conclude il quotidiano, 6 recuperi e 1 tiro in porta. Ha protetto le spalle alle due mezzali con una capacità di corsa che forse nemmeno lui pensava di avere. È stato il quarto della partita per chilometri percorsi (12,006), dietro ai due terzini (Nuno 12,375, Floriani 12,303) e Frattesi (12,228).