
Lazio, capitan Zac verso le 200 presenze: col Monza in palio un record personale
Rassegna stampa
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Zaccagni dà un ritmo e un tocco in più alla Lazio.
Il ritorno dell’Arciere si vede dai particolari: un gol e due assist nelle ultime tre partite. Più che nelle fattezze da Arciere, Mattia Zaccagni s’è ritrovato in se stesso. Il meglio si dà quando tutto è perduto e lui si era perso. I segni della frenata s’erano visti con Sarri. Mancava la forma fisica, mancava l’essenza dei suoi colpi, la combinazione dei dribbling con strappo in velocità e derapata, le rasoiate, la sicurezza e tutta la felicità che ne conseguono. Le marce a un certo punto grattavano. Davanti non c’era più il futuro, ma la buca del passato. Zaccagni ha iniziato a combattere contro la pubalgia nel 2025 e contro tutti i fantasmi che questa problematica comporta. Non poteva essere lui la ruota di scorta. Non poteva essere all’ultima passerella. Era lui a dover guidare e illuminare. L’arrivo di Gattuso ha fatto il resto. L’ha sempre lodato e considerato. Non gli poteva rimettere a posto i muscoli, poteva ricaricarlo e l’ha fatto. Mai come oggi, sottolinea il Corriere dello Sport, si può dire che Zaccagni è tornato. Assist con Udinese e Milan, gol a Venezia su rigore. Tre colpi di fila, cerca il quarto col Monza. Centrando il poker firmerebbe un record personale. Mai ha contribuito al gol, con assist o segnando, per quattro partite consecutive. La doppietta di gol non la firma invece dal novembre 2024 (tre di fila).
Oggi Zaccagni corre ancora più veloce verso il traguardo delle 200 partite con la Lazio all inclusive (campionato e Coppe): lo taglierà col Monza. Ma guarda il destino, proprio contro il Monza ha segnato una delle sue perle, fuori casa, nel novembre 2024. In tutto 37 gol e 32 assist con la Lazio. Sulla linea del traguardo delle 200 partite ci arriva rinfrancato, da capitano di una Lazio principessa scalza in estate, ora regina con Roma e Inter. Ci arriva da simbolo, uno degli ultimi rimasti, dopo che è stato profanato tutto. Il gol di Venezia è stato una liberazione, gli mancava da un anno. «Mi serviva, lo sentivo nell’aria». Zaccagni dà un ritmo e un tocco in più alla Lazio. Gattuso spinge molto a sinistra, sfrutta la catena con Tavares. Quasi tutti i
gol sono arrivati dalla loro fascia, frutto di combinazioni tra
Nuno e il capitano. Non può che essere uno schema da continuare a sfruttare. La catena di sinistra come rampa, il tridente Isaksen Noslin-Zaccagni per l’assalto frontale. Pinamonti insegue l’olandese, pronto anche come ala destra in corsa.


