
Lazio, come nasce Rinolandia: spogliatoio, allenamenti, gioco offensivo…
Rassegna stampa
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Bentornati a Rinolandia, verrebbe da dire; come scritto qualche tempo fa, Gattuso ha rimesso da zero le basi per la rinascita dellaLazio, puntando fondamentalmente su quattro punti: compattezza dello spogliatoio, allenamenti intensi e divertenti, gioco spettacolo e ambizioni future.
L’addio di Sarri, come evidenzia il CdS nella sua edizione odierna, aveva scosso e non poco la barca Lazio. Gattuso era arrivato in un clima di assoluto scetticismo, compreso il nostro, e da lì doveva ripartire. Rimettere insieme i cocci di una squadra svuotata, spenta, logorata da malumori interni e una protesta che li aveva lasciati soli all’Olimpico. Ha chiamato i senatori, ha chiesto loro adesione al progetto, fiducia, sostegno e vicinanza. Il mercato a saldo zero, le incognite su chi sarebbe rimasto e andato via, un futuro nebuloso e un presente inconsistente.
Ci sono principi sui quali non può derogare, vedi puntualità e rispetto, ma su altre cose ha imparato a smussare anche i suoi spigoli. Ha parlato di famiglia, di gruppo unito e coeso, di aiuto reciproco, voglia di emergere. Dialoga quotidianamente con la squadra, vuole onestà e sincerità. Se una sera si beve un bicchiere in più, pretende che glielo si dica. Il bene dello spogliatoio, va sopra ogni cosa. E così, al momento, continua a essere. Ha puntato con forza sulla ricostruzione, anche emotiva, del gruppo. Fa da molla, collante, amico, senza mai perdere autorevolezza e piglio decisionale.
Lo spogliatoio, oggi, sembra una confraternita. Per Rino, si butterebbero nel fuoco. Ha creato un monolite inscalfibile, fatto di sintonia e sinergia costanti. Ha lavorato sulla testa dei giocatori, allungando la panchina e facendo sentire tutti importanti. Con il Cagliari, nell’ultima vittoria in rimonta, si è visto nella sua massima evidenza.
Allenare le gambe, ma anche la testa. Abbandonare la monotonia, il già visto e sentito, la scorta atletica che a lungo andare impari a memoria. Gattuso ha portato a Formello allenamenti nuovi, molto intensi, fisici, dove si fa tanta tattica e tecnica. Ma anche divertenti, innovativi, che catturano interesse nuovo da parte dei calciatori. Non vuole si facciano le cose a metà, non ama i lavativi e chi cerca di andare a risparmio. Ha eliminato le doppie sedute, le ha semplicemente spalmate in più sedute aumentando il minutaggio progressivo.
E’ sempre pronto a variazioni improvvise e un esempio ne è stato l’allenamento in vista del turno infrasettimanale con il Sassuolo. Viste le energie sprecate nella partita precedente, ha alleggerito lo spogliatoio alla vigilia sottoponendolo soltanto allo studio in sala video: “Abbiamo fatto 2-3 giochi e riso per mezz’ora. Fare sempre le stesse cose è pesante, per questo cambiamo spesso il metodo. L’estero mi ha insegnato che altrimenti i calciatori si stancano mentalmente“.
Altro aspetto fondamentale, poi, è quello extra-campo. Le cene, in tal senso, sono centrali. Gattuso, una volta al mese, sta portando a cena fuori i dipendenti biancocelesti per saldare i rapporti con l’intero gruppo squadra. A inizio stagione, tra l’altro, aveva anche preteso la riorganizzazione dello staff medico. La cura dei dettagli senza sembrare opprimente, anzi, tutto il contrario.
Il terzo punto, certamente, non può che risiedere nel gioco spumeggiante che la Lazio sta offrendo. Il “ringhio” tutta energia e grinta, è ormai cosa concessa all’oblio. Il calcio di Gattuso è un calcio ragionato, studiato, mai improvvisato se non nelle intuizioni a partita in corso. E’ una meraviglia che nessuno si aspettava. 12 calciatori diversi in gol, centrali di difesa coraggiosi, uno contro uno a tutto campo e reparti che si muovono a fisarmonica per non perdere mai le misure.
La catena sinistra formata da Tavares, Taylor e Zaccagni ha sfondato quasi sempre nelle prime 10 giornate. La maggior parte dei gol sono passati da lì, ma Rino non vuole adagiarsi. Sta pensando già a delle modifiche, come dichiarato da lui stesso in conferenza stampa. Il tecnico cerca nuove armi vincenti, movimenti e scambi di posizione, rotazioni di uomini e ruoli. Terzini che si accentrano, mezzali in sovrapposizione, mansioni e posizioni fluide per non farsi imbrigliare.


