Lazio, dopo gli indizi la prova di autorevolezza e personalità: è la migliore partenza di sempre

Lazio, dopo gli indizi la prova di autorevolezza e personalità: è la migliore partenza di sempre

Rassegna stampa

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Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova, ricorda Agatha Christie.

Di indizi e di prove che sia una grande squadra, questa straordinaria Lazio che ha schiantato la Juve in casa sua ne ha forniti sette di fila, facendo strabuzzare gli occhi al campionato e ai suoi ammirevoli tifosi che l’hanno seguita in massa anche a Torino. Mai, nei suoi 126 anni di vita, la squadra biancoceleste era stata protagonista di un avvio così sfolgorante nella Serie A che comanda a pieno titolo con l’Inter. Partita dopo partita, Rino Gattuso sta costruendo un capolavoro dietro l’altro.

La prova di forza dello Stadium è stata magistrale: per la personalità messa in campo dal primo minuto, per la qualità del gioco e degli interpreti (Isaksen in primis, Prostvgaard a ruota e che dire dell’assolo di Dele Bashiru), per la superiorità sprigionata in una notte da sogno per la Lazio e da incubo per la neghittosa Juve ripiombata nei suoi peggiori incubi, fischiatissima dal proprio pubblico, sgomento testimone dell’exploit capitolino.

Rispetto alla vittoria sul Monza, inizialmente Rino ha cambiato una sola pedina, schierando Sutalo al posto di Doekhi: ha azzeccato questa mossa come ha azzeccato tutte le altre. C’è qualcosa di molto prezioso in questo tris così perentorio rifilato ai bianconeri. Un passo dopo l’altro, colpisce l’autorevole dimensione raggiunta da un gruppo capolista non per caso. Gattuso dice che non c’entra nulla con lo scudetto, eppure, lui per primo sa quanto le grandi imprese affondino le radici in una consapevolezza: nulla è impossibile. La convinzione vale anche per questa Lazio, alla vigilia del torneo accreditata al massimo di una salvezza tranquilla. All’anima della salvezza tranquilla. Tommaso Maestrelli, Vladimir Petkovic e Igor Tudor erano arrivati a 5 vittorie nelle prime 7 partite, Gattuso ha raggiunto quota sei in sette turni e ha tutte le intenzioni di macinare nuovi record. Nella stagione dell’ultimo scudetto, a questo punto i biancocelesti avevano collezionato 5 successi e 2 pareggi, contanto 2 punti in meno rispetto a oggi

I numeri schiacciano le parole. Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. Già sette sono sotto gli occhi di tutti. Goditi questo primato, splendida Lazio. Te lo meriti tutto. Corriere dello Sport