
Lazio, Lotito a caccia di nuove forme di sostegno: lunedì in Campidoglio per il Flaminio, nel weekend a New York per il Nasdaq
Rassegna stampa
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Lotito cerca ovunque nuove forme di sostegno.
L’ostilità verso questa gestione, dopo 22 anni, sembra arrivata a un punto di non ritorno.
Lotito è convinto ci sia dietro una “macchinazione” per farlo vendere (c’è un’inchiesta in corso per atti persecutori, ieri il Senato ha dato il via libera all’acquisizione di telefonate e mail da parte della Procura) ma, dopo la manifestazione di 25mila laziali a piazzale Ankara e gli Stati Generali, appare ancora più evidente come non sia più una sparuta minoranza, ma un popolo intero ormai esasperato. Nemmeno, sottolinea Il Messaggero, i pochi abbonati in fase di prelazione (erano 19.386 l’anno scorso nonostante il mercato bloccato, 12.200 nel 2024) fotografano lo stato dello sconforto, ma rendono ancora più nebuloso il futuro di una società che ha sempre vissuto di autofinanziamento. Non a caso, Lotito cerca ovunque nuove forme di sostegno. Lunedì, in gran segreto, si legge, è stato tutto il giorno in Campidoglio per provare a sciogliere i nodi della Soprintedenza (soprattutto sul secondo anello) e sbloccare il progetto Flaminio.
Mercoledì, conclude il quotidiano, era a Formello a cena con una squadra già smontata dalle cessioni e con il nuovo tecnico Gattuso, a cui non può promettere chissà quale aiuto. Nel weekend il patron volerà a New York per provare ad accelerare le pratiche del Nasdaq e cercare finanziatori americani, non solo per vedere la finale del Mondiale, a cui è stato invitato dall’amico-presidente Fifa, Gianni Infantino. Vedrà un MetLife Stadium stracolmo mentre l’Olimpico diventa sempre più deserto.


