
Lazio, non si molla mai: contro l’Udinese l’ennesimo colpo in extremis. I numeri dei biancocelesti
Rassegna stampa
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Quello di Maldini è stato il settimo timbro siglato nel recupero.
Oltre il novantesimo, oltre ogni speranza, oltre i propri limiti.
Nessuno si stava accontentando del punto riconquistato. La Lazio incassa, a volte si addormenta, poi si rimette comunque in carreggiata con la determinazione necessaria.
I numeri parlano chiaro: 7 gol, si legge, nei minuti di recupero, tutti in campionato, tutti all’Olimpico. La lista parte con il rigore trasformato da Cataldi contro il Torino, addirittura al 113′. Il 3-3, anche in quel caso, venne trovato con la forza della disperazione. Il bis, quello di Zaccagni al Cagliari (91′): come per Noslin, protagonista nel finale con il Lecce (95′), la soddisfazione è stata per il 2-0 che ha chiuso in anticipo i confronti in questione. Il quarto e il quinto sono altri due tiri dal dischetto: Pedro al 95′ con la Fiorentina (il 2-2), poi ancora Cataldi (al 100′) per piegare il Genoa (3-2 definitivo, tocco con il braccio di Ostigard sul colpo di testa di Ratkov). All’appello – oltre alla deviazione di Maldini con l’Udinese (95′) – manca l’incornata di Marusic contro il Sassuolo (2-1 al 92′).
Sempre in partita, punisce le avversarie nel quarto d’ora conclusivo di gioco. Dei 42 gol totali segnati dalla Lazio, ben 17 sono arrivati dal 75′ in poi: significa il 40% delle marcature complessive in stagione. Nello specifico 14 in Serie A e 3 in Coppa Italia, competizione in cui la squadra di Sarri ha segnato solamente nel secondo tempo. Zaccagni al minuto 80 negli ottavi con il Milan, Dia all’87’ nella semifinale d’andata con l’Atalanta, Romagnoli all’84’ per sbloccare il ritorno di Bergamo. L’elenco, conclude il quotidiano, viene completato da Dia in Lazio-Verona (82’), Noslin nelle due sfide con il Parma (82’ al Tardini, 77’ all’Olimpico), Taylor a Bologna (82’) e infine dalle due autoreti di Solet a Udine (80’) e di Nelsson a Verona (79’). Si può accusare la Lazio di sbagliare, non di non saper reagire.


