Lazio, Sarri e squadra si giocano tutto da soli: tra comprensione e dispiacere

Lazio, Sarri e squadra si giocano tutto da soli: tra comprensione e dispiacere

Rassegna stampa

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Continua la protesta e il tecnico da subito ha capito il malumore dei tifosi.

Soli con i loro fantasmi, con i loro problemi, con i loro difetti, con le loro paure, scrive il Corriere dello Sport.

Sarri e i giocatori nell’odissea senza fine di questa stagione che non risparmia nulla. Risfideranno l’Atalanta senza tifosi, si vedrà quanti rinunceranno alla semifi nale del 4 marzo e quanti no. «Con i 45.000 sarebbe stata un’altra partita», le parole amare di Mau dopo il ko con la Dea in campionato. Ha sempre rispettato la protesta, non ha mai nascosto dispiacere e rimpianti. Prima il mercato chiuso, poi i tutti in vendita di gennaio, infine il mancato rimpiazzo di Guendouzi. Sarri sta provando a cambiare un destino scritto. Le difficoltà aumentano, le diserzioni continuano. Ha perso anche l’Olimpico.

Vive una partita infinita, deve convincere la squadra a non mollare in pieno smarrimento. Al campionato la Lazio ha poco da chiedere se non una conclusione dignitosa. Resta la Coppa Italia, ma giocarla in uno stadio vuoto o semivuoto è un doppio svantaggio. Sarri, conclude il quotidiano, penserà alla Coppa tra due settimane. Prima vanno aff rontate Cagliari e Torino, ogni partita è un travaglio.