
Lazio “virtuosa”, ma tra debiti, perdite e limitazioni i conti di Lotito non tornano
Rassegna stampa
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Il 15 dicembre 2025, a margine della cena di Natale, Claudio Lotito si concesse una lunga chiacchierata con i cronisti. Un fiume di parole con cui rivendicava la solidità della Lazio: «La Lazio purtroppo è virtuosa, non ha debiti, non usa mutui, non ha leasing, non ha bond».
Il resto era già smentito tre mesi prima dalla stessa società: il progetto di bilancio al 30 giugno 2025, comunicato il 22 settembre, registra un patrimonio netto consolidato negativo per 16,83 milioni e debiti per 228,17 milioni al netto di esposizione finanziaria, risconti e fondi, con una perdita di 17,1 milioni, sesta in sette esercizi. Poi la semestrale al 31 dicembre: rossodi 20,4 milioni, indebitamento finanziario netto peggiorato di 45 milioni a 111,3, e patrimonio consolidato tornato positivo a 103,2 soltanto grazie alla rivalutazione contabile di terreni e fabbricati, 140,5 milioni di riserve senza ingresso di cassa, che mettono peraltro il patrimonio della capogruppo al riparo da ogni obbligo di ricapitalizzazione. Quanto a mutui e bond, la loro assenza viene rivendicata come una virtù. Sono però gli strumenti con cui si finanziano stadi e infrastrutture, e in vent’anni la loro assenza ha coinciso con quella degli investimenti: l’unico debito finanziario concepito a Formello è l’anticipo dei crediti. Il Tempo


