Lazio, Zaccagni vuole tornare protagonista: Gattuso scommette sulla sua voglia di rivalsa

Lazio, Zaccagni vuole tornare protagonista: Gattuso scommette sulla sua voglia di rivalsa

Rassegna stampa

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Il nuovo tecnico lo sta gestendo dosandone le energie in allenamento.

Gattuso scommette sulla sete di rivalsa di Zaccagni.

L’entourage del numero 10 lo ha confermato: «Mattia è rimasto a Roma soprattutto per l’allenatore», che in sede di presentazione lo difendeva a spada tratta incoronandolo «leader dello spogliatoio» con Cataldi e Marusic. Promosso capitano da Baroni, un anno fa il classe ’95 esultava per il ritorno di un padre calcistico: «Sarri mi ha cambiato la carriera». L’ex Napoli lo aveva migliorato nell’attacco alla porta e reso due volte uomo-derby, e a giugno 2025 lo proclamava punto fermo di una squadra in declino e in balìa di un valzer di addii, non senza pungolarlo: «Uno come lui deve essere habitué della doppia cifra». Parabola incompiuta, evidenzia Il Messaggero: tre reti ininfluenti (l’ultima in A a novembre) e un terzo delle gare ai box tra infortuni e squalifiche, il 2025/26 è stato il suo annus horribilis concluso da ala sinistra più sterile del campionato, con l’unico spiraglio della rete dicembrina al Milan in coppa, la seconda di testa in carriera. Le segnature della pre-season sono le prime del 2026, il capolavoro di tacco di Ascoli Piceno il replay delle prodezze di Oporto (febbraio 2022) e Verona (dicembre 2023), il messaggio inviato ai compagni è «isolarsi dagli alibi e dare il 100% in campo».

La missione dell’arciere, conclude il quotidiano, è consacrarsi il bagliore tra tante ombre e tornare a scoccare frecce in uno spartito mai così povero di gol: i numeri lo designano miglior marcatore e assistman della rosa laziale meno prolifica degli ultimi 60 anni, nonché (perso Pedro) l’unico a non aver sostituti nello scacchiere tattico, se non il 20enne Serra. Battitore di angoli e punizioni, sarà ancora il rigorista designato: l’errore con l’Ostiamare ha ricordato le due macchie dal dischetto contro il Napoli e le ipnosi di Caprile (dicembre 2024) e Milinkovic (aprile 2026). Se Sarri lo scuoteva prediligendo il bastone alla carota, il nuovo tecnico lo sta coccolando dosandone le energie in allenamento e facendolo perlopiù subentrare nelle amichevoli. Sul podio dei più bersagliati d’Europa da ormai quattro anni (nessuno conquista più calci di punizione), l’appello del mister a Zaccagni è di rimanere lucido e consapevole del ruolo di uomo-chiave, evitando futili sanzioni disciplinari: reduce da una sfilza di ammonizioni per proteste o interventi di pura frustrazione, la nuova maturità del 31enne di Cesena passerà da una gestione più scaltra delle reazioni alle provocazioni.