Lotito e le giravolte sugli aumenti di capitale: tutti i numeri

Lotito e le giravolte sugli aumenti di capitale: tutti i numeri

Rassegna stampa

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Il quotidiano Il Tempo oggi pubblica la terza puntata dell’analisi che “fa le pulci” ai conti della Lazio.

Argomento principe odierno le promesse inevase sugli aumenti di capitale prospettati da Claudio Lotito, anche in merito a quanto dichiarato il 15 dicembre scorso durante la cena di Natale. Di seguito i passaggi più importanti dell’articolo di Piazza Colonna.

In primis, Lotito affermava che l’80% della squadre di serie A avrebbe avuto problemi con i vari indici di mercato. Circa 8 mesi dopo, l’unico club che agisce con il mercato a saldo zero resta la Lazio.. Le altre tre compagini che avevano questo problema hanno compensato con aumenti di capitale, ovvero immissioni di liquidità da parte della proprietà.

Durante quella cena, la domanda sulla mancata ricapitalizzazione per superare il blocco di mercato venne evasa ribadendo che uno degli indici era saltato per 3,1 milioni (la famosa svista, ndr). Aggiungendo che nessuno investitore avrebbe messo 115 milioni per liberare le trattative.

Il Tempo ricorda un’intervista al Guerin Sportivo, datata 2014, nella quale Lotito spiegava che non faceva ricapitalizzazioni “per rispetto dei tifosi”. Il Tempo riporta una dichiarazione fatta al Messaggero a inizio estate, notizia secondo la quale, a Formello, diversamente da quanto dichiarato a dicembre nella suddetta cena, si sarebbe valutata l’ipotesi aumento di capitale. Di ricapitalizzazione al momento, neanche l’ombra. Il nodo della Lazio, ersta il denominatore dell’indice del costo allargato del lavoro: i ricavi.

Come scrive Il Tempo, dal 2021 al 2025 il fatturato Lazio non cresce e la media ammonta a 157 milioni. Considerato che al denominatore il costo varia tra 125 e 130 milioni, affinché il rapporto dell’indice valga 0,7 (come da normativa vigente, ndr), la produzione dovrebbe oscillare tra 178,6 e 185,7 milioni di euro. Insomma, al denominatore mancano oltre 20 milioni. Senza dimenticare, aggiungiamo noi, che gli accordi con DAZN e SKY prevedono variabili all’incasso quali la posizione in campionato e le presenze affettive allo stadio. Parametri che prevedono un netto peggioramento, ovvero un danno economico valutabile, almeno per la prossima stagione, tra i 5e i 7 milioni.

Ribadito che i diritti tv incidono sui ricavi per il 66%, ad “impaurire” Formello resta il nodo Polymarket. La piattaforma, dal 10 luglio scorso, è stata inserita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nella lista dei siti che non possono operare in Italia. Blocco attivo dal 27 luglio, con tanto di possibile esposto da produrre alla Procura di Roma. Il main sponsor dovrebbe valere, fino al 30 giugno 2028, circa 22 milioni.

Il Tempo precisa che “l’oscuramento non estingue il contratto, ma tra la Legge 4011/1989 e il Decreto Dignità, la permanenza del marchio sulle maglie è in dubbio”.

GLP