
“Arbitri e Var, se la toppa è peggio del buco”
Arbitri
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“Quando la spiegazione è più grave dell’errore”, così il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, apre il suo editoriale dedicato ai fatti arbitrali di Milano.
Ma sentite perché: secondo gli assolti Fabbri e Chiffi, la posizione dell’olandese non ha impedito a Mandas di compiere l’intervento. «Il centrale dell’Inter – questa la precisazione – è lontano dal portiere e la palla non transita dalle sue parti… Siamo inoltre di fronte a un tiro difficilmente parabile».
Questo è un nuovo capitolo della fantasy protocollare: si è infatti passati dall’interpretazione alla supposizione arbitrale. Fabbri ha supposto che Mandas non potesse riuscire – per incapacità manifesta? – a impedire il gol di Arna Letale.
E allora domando ad arbitri, derivati e succedanei: quando il portiere della Lazio, coperto da De Vrij (che è in posizione irregolare) sporge il capino sulla destra – l’immagine è chiarissima – per escludere dal campo visivo l’ostacolo che gli impedisce una piena visuale dell’azione, lo fa per farsi vedere meglio dalla mamma che sta seguendo la partita dal Pireo – «sono qui, mamà, ci sono anch’io!» oppure per capire da dove parta la conclusione dell’avversario?
La sottolineatura sulla traiettoria è spettacolare dal momento che Mandas si muove in netto ritardo proprio perché non può vedere la partenza del tiro e quindi tentare una parata difficile, ma non impossibile.
Visto che qualcuno ha portato l’esempio del gol di De Sciglio in Juve-Empoli con Cacace davanti a Di Gregorio, ricordo che anche in quell’occasione il punto venne convalidato: al momento del tiro, tuttavia, il portiere della Juventus aveva la visione completa dell’azione”, conclude.