
Lazio, Sarri due anni dopo le dimissioni: tensioni aggravate, ma questa volta…
Rassegna stampa
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Sono passati due anni dalle dimissioni di Maurizio Sarri da allenatore della Lazio, nel suo primo ciclo.
Le dimissioni di Sarri arrivarono dopo la sconfitta interna contro l’Udinese in campionato; l’eliminazione dalla Champions League a opera del Bayern Monaco e una stagione che iniziava a trasmettere sensazioni negative. Eppure, dopo la ventesima giornata, la Lazio di quell’anno occupava la quinta posizione. Si trovava a 1 punto dal quarto posto, occupato dalla Fiorentina, e a pari merito con l’Atalanta.
La semifinale di Coppa Italia venne lasciata in dote a Tudor, scelto come tecnico dopo la parentesi Martusciello, durata per la verità una sola partita. Il croato tenne una media punti importante, di 1,91 a partita. Ciononostante, perse il derby e uscì dalla Coppa Italia. Infine, scelse anche lui le dimissioni, per lontananza di vedute sul mercato con la società.
Nell’estate 2025, reduce da un’annata con Marco Baroni in cui, anche a causa di una buona dose di sfortuna, la Lazio era rimasta fuori dalle posizioni europee, la società corse ai ripari. richiamando lo stesso Maurizio Sarri, il quale, nel frattempo, era rimasto in attesa di un progetto importante. Le offerte sul tavolo per il tecnico toscano non mancavano, ma come detto dal diretto interessato, il cuore gli suggerì di tornare in biancoceleste.
Dal 2 giugno, data dell’ufficialità, a oggi, Sarri ne ha affrontate di tutti i colori: dal mercato bloccato, a sua insaputa, alla media di sei giocatori infortunati a partita; dagli errori arbitrali continui alle cessioni eccellenti a gennaio fino al fuoco amico. Il Comandante, dal canto suo, rimane fedele alla promessa fatta al popolo laziale nel giorno in cui scoprì del mercato bloccato: “sopporterò tutto, fino alla fine della stagione”.Sarri rimane al timone, per portare in porto una nave che viaggia da giugno in piena emergenza.


