Lazio, Zazzaroni: “Triste chi non ha nessuno… ma la squadra la tristezza collettiva non può permettersela”

Lazio, Zazzaroni: “Triste chi non ha nessuno… ma la squadra la tristezza collettiva non può permettersela”

Rassegna stampa

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Nel corso del suo fondo per l’edizione odierna del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha analizzato il momento della Lazio: “Sarri li vede tristi, svuotati, preoccupati per il futuro.

Sulle prime, ascoltandolo dopo la brutta figura di Torino, ho pensato che si riferisse ai tifosi, non alla squadra. Perché i giocatori la tristezza collettiva non se la possono permettere, soprattutto in un momento come questo”. Il direttore del quotidiano sottolinea poi come anche i calciatori del Toro stiano
subendo la protesta del tifo e lo stadio deserto, ma nel match di domenica hanno portata a casa. Sempre nel corso del suo fondo, cita un proverbio che recita “triste chi non ha niente, più triste chi
non ha nessuno”. “I giocatori della Lazio – si legge – hanno i tifosi e devono avvertirne la presenza nell’assenza che è amore vero”.
Chiosa finale con un paragone con gli anni passati: “Nella storia recente della Lazio ci sono squadre che hanno legittimato la società quand’era a un passo dal fallimento, quando lo stipendio non correva, quando le promesse non venivano mantenute, quando lo spogliatoio era in
fibrillazione e gli scontri tra giocatori e allenatore non erano all’ordine del giorno, ma quasi. Quelle Lazio avevano giocatori molto presenti a sé stessi, gente responsabile che non si abbandonava alla tristessa. Semmai alla rabbia”