
Lazio, sempre caos società-tifosi: festa guastata, botta e risposta sul caso “Libertà”. Sciopero confermato
Tifosi
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La coreografia dei tifosi della Lazio da esporre in Tribuna Tevere in occasione del match con il Milan saltata perché difforme da quanto comunicato dallo Slo (Supporter Liaison Officer) della società al GOS (Gruppo Operativo Sicurezza) ed autorizzato.
Secondo quanto risulta, il contenuto specifico della coreografia prevista per la Tribuna Tevere, da un controllo effettuato dal personale steward a poche ore dalla gara, è risultato essere difforme da quello Comunicato dallo Slo della società al GOS ed autorizzato. Una volta informato, l’organo competente avrebbe quindi disposto il divieto di esposizione, applicando il regolamento previsto per la sicurezza e la gestione degli eventi sportivi. La decisione rientra dunque nell’ordinaria applicazione delle procedure previste per le coreografie negli stadi.
La Curva Nord della Lazio, attraverso la sua pagina Instagram “voce della nord”, ha risposto alla nota pubblicata dalla società biancoceleste in merito al caso legato alla coreografia in Tribuna Tevere.
Il comunicato social della Nord:
“Anche i sampietrini conoscono la verità.
Il goffo tentativo di nascondere la censura della parola più importante deo vocabolario italiano attraverso un tecnicismo da regolamento per eventi sportivi si schianta contro il buonsenso, l’esperienza e la logica di ogni persona di buona fede.
La nostra esperienza diretta, assieme a quella di 50mila persone presenti oltre agli steward, le forze dell’ordine ed i sanpietrini stessi, è la scoperta tardiva da parte del presidente Lotito di una parola che si pone in completa antitesi con la sua natura più verace.
Come mai per due giorni abbiamo potuto creare l’ennesimo capolavoro pieno d’amore e coraggio, indisturbati, senza che nessuno ci chiedesse nulla?
Perché da decenni, il popolo laziale produce meraviglia gratuitamente, offrendo la certezza di messaggi alti ed universali attraverso le sue coreografie. Perché da decenni è pressi consolidata (sappiamo che questo episodio sarà occasione per togliere questa buona abitudine) comunicare una versione simile ma non identica alle autorità preposte, nell’accordo tacito non offendere la sensibilità di alcuno nei rispetto dei diritti costituzionali.
Perché nessuno si è preoccupato di controllare un telone che era stato anch’esso presentato con una similitudine e non con una descrizione esatta? Per un motivo ovvio. Non farla sapere per non rovinare la sorpresa. È la regola non scritta più antica del tifo.
La verità è semplice, incontestabile e confermata dai cuori (probabilmente non dalle voci) di tutti i presenti. Il presidente Lotito ha saputo tardivamente della terribile parola (era stata annunciato alle autorità: “una scritta a cartoncini espressione di speranza e di amore, senza riferimenti alla figura societaria ed istituzionale che ricopre il signor Lotito” e, giallorosso di rabbia, ha richiesto l’immediata rimozione della coreografia.
Se una persona per bene avesse scoperto una parola innocua come LIBERTÀ come avrebbe reagito?
Ai sanpietrini l’ardua sentenza, con infinito amore I Laziali”.


